Dobbiamo essere tutti socialmente credibili

Cosa spinge le persone a connettersi ad altre? Cosa le spinge a connettersi a un brand? Quale strada è preferibile percorrere?

Essere socialmente cedibili, soprattutto dopo l’avvento della pandemia, è diventato obbligatorio. Lo è per questioni di reputation, lo è per questioni di business.

Per socialmente credibili intendo avere una visibilità online (attraverso social network, siti web, blog, piattaforme video, etc…) che rifletta appieno la qualità del tuo operato e la verticalità delle tue competenze, che risulti inoltre affascinante e faccia venir voglia di entrare in contatto.

Tutti requisiti che una persona, piuttosto che un brand, può, con un discreto impegno, ottenere e veicolare.

Le aziende (i brand) sono fatti di persone, le stesse che ho citato poc’anzi. Ne scaturisce che le persone che fanno parte della tua azienda rappresentano, nel bene e nel male, il veicolo più importante che hai per raggiungere il tuo target con efficienza.

Rappresentano in altre parole un’estensione della tua azienda capace di generare conversioni.

Mark Burgess, affascinante speaker di TEDx e co-autore di The Social employee, nel 2013, in maniera del tutto visionaria, dichiarava quanto segue. Cito testuali parole:

“Con la trasparenza e la possibilità delle connessioni personali offerte dai Social Media, tentare di vendere con promozioni costruite e non autentiche non funziona più. Stiamo invece assistendo alla crescita di un team Social che crea e offre al cliente una proposta Win/Win facendo leva sul suo personal branding per creare fiducia e aumentare la superficie digitale del brand per cui lavora.

Qui puoi guardare il video.

Educa i tuoi dipendenti e aiutali a diventare socialmente credibili. Questo impegno si tradurrà in un aumento di fatturato.

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