Funeral Privacy

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Perché stanno facendo questo alla rete che dovrebbe essere libera?

In molti sono ancora convinti che determinate regole vengano imposte per la tutela dei nostri dati. La realtà è ben altra. Queste regole, mi riferisco in particolare alla cookie law, vengono stabilite per consentire ai grandi player della pubblicità e delle vendite online, di ottenere il consenso alla profilazione.

Non si tratta di sapere il tuo nome e cognome, quello glielo dici ogni volta che ti iscrivi a qualsiasi servizio digitale. Si tratta bensì di creare un profilo basato sul tuo comportamento in rete e abitudini al consumo. Conoscerti meglio per venderti di più.

Un gioco pericoloso del quale sappiamo poco. Nonostante tutto, continuiamo ad accettare termini e condizioni senza prenderci quasi mai la briga di leggere. Tanta la fretta di accedere a un nuovo servizio o di istallare una nuova app, che non vediamo altro. Accettiamo, accettiamo, e ancora accettiamo tutto quel che ci viene chiesto di accettare.

Siamo fatti così, non ci fidiamo di quello che ci dice il nostro coniuge ma siamo pronti ad accettare termini e condizioni di un colosso della Silicon Valley.

Il mio pensiero è rivolto non tanto ai miei coetanei o persone più avanti con gli anni. Rappresentiamo una tipologia di consumatore meno attraente. Di noi sanno poco e da troppo poco tempo. Quando ne sapranno di più saremo fuori mercato, o quasi.

Il mio pensiero va alle categorie di consumatori più appetibili. I ragazzi dai 12 anni in su che fanno un utilizzo scellerato di dispositivi di varia natura come smartphone, tablet e play station. Loro si che sono un target interessante.

Pensa che li hanno colti sul nascere!

I ragazzi nati dopo il 2005 sono completamente schedati. Hanno account su qualsiasi piattaforma social. Vivendo l’età della NON ragione, fanno un utilizzo smodato di queste piattaforme e non considerano che ogni contenuto messo in rete, resterà lì per sempre e che tutti i dati archiviati sul loro comportamento (cosa ti piace, cosa e come commenti, cosa posti, cosa acquisti, etc…), saranno in possesso delle aziende finché morte non ci separi.

Per farti un esempio, Facebook da circa 7 anni è in grado di registrare i tuoi messaggi/commenti auto censurati. Quelli che inizi a scrivere d’impulso ma che poi cancelli perché li ritieni poco idonei, forse troppo diretti e veritieri.

Tornando alla nostra privacy, come andrà a finire?

Un algoritmo brillante, simpatico e amichevole sarà a breve disponibile per accompagnare questi giovani in un perpetuo viaggio del consumatore, dove vengono create necessità dal nulla e un portafoglio sempre meno gonfio per pagarle.

Possiamo farci qualcosa?

No, l’unica cosa che possiamo fare è tentare di mantenere l’anonimato.
Utilizzare browser come DuckDuckGo che non ti traccia, VPN per falsare la nostra posizione, utilizzare email usa e getta per iscriverci a ogni servizio. Insomma, un comportamento da hacker del deep e dark web per una vita da comuni cittadini. E poi, vaglielo a spiegare a un adolescente di 15 anni che dovrebbe fare attenzione e diffidare di questa tecnologia.

Non ci resta che pregare al funerale della nostra privacy, nella speranza che quello che è scritto nei termini e condizioni di utilizzo non sia poi così male.

Riposa in pace Privacy

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