Marketer: Violatori di Privacy?

Lo faccio anche io ma non posso fare a meno di dirti la verità.

Il mio lavoro è semplice: individuo o un gruppo di persone alle quali mostrare un determinato annuncio pubblicitario.

La domanda da farsi è dunque: dove trovo questo gruppo di persone?

I posti sono molti. I più quotati senz’altro Facebook, Instagram, Google e LinkedIn.

In altre parole, quando creo una campagna pubblicitaria per un mio cliente, vado da uno dei grandi nomi della rete sopra citati e gli chiedo di affittarmi un cospicuo numero di profili ai quali, in base alle elaborazioni di un algoritmo, verranno mostrati gli annunci pubblicitari dei miei clienti.

A questo punto – spero che questo possa schiarirti le idee – non è difficile giungere alla conclusione che il prodotto che io rivendo (o meglio affitto) non è nient’altro che il tuo profilo Instagram e/o il profilo Facebook di chi sa chi e/o le abitudini di navigazione, acquisto e ricerca di chiunque. Insomma, siamo noi la merce!

Sono un violatore di privacy?

Niente affatto! Sfrutto degli strumenti per arrivare a delle persone.

I possessori di questi strumenti hanno avuto (in qualche modo) il consenso da parte tua per captare le tue abitudini, i tuoi desideri e le tue passioni, per poi rivenderli, sottoforma di visibilità, al miglior offerente.

Accecati dalla connessione non abbiamo pensato di leggere le condizioni contrattuali!

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