“SEO ballerino” direbbe Dylan Dog

Che il SEO non sia una scienza esatta questo è risaputo! Ora ti racconto una storia…

Qualche giorno fa, come mia abitudine a cadenza mensile, vado a dare un’occhiata a qualche keywords che mi riguarda da vicino per vedere come va il posizionamento.

Con mio sommo stupore, digitando “consulente web marketing Roma” su Google, mi accorgo di essere alla quarta posizione della prima pagina.

Wow!

Puoi immaginare la mia gioia, non tanto per le conseguenze di avere una pagina legata a una keywords così importante tra i primi risultati di ricerca, piuttosto per essere riuscito nell’impresa di scalare le vette del motore di ricerca.

Stamane, durante una lezione individuale con un allievo, trattando spesso l’argomento del SEO, mi viene in mente di fargli osservare il mio risultato.

Apro una finestra del browser in incognito, eseguo la ricerca con la stessa frase chiave, scrollo la pagina ma, con altrettanto sommo stupore di qualche giorno prima, non ci sono più!

Vado alla seconda pagina e sono lì in seconda posizione!

Cos’è accaduto? Perché in pochi giorni sono stato buttato giù di quasi dieci posizioni?

Eh….SEO ballerino!!!

Ho riflettuto sulla faccenda parlandone anche con il mio allievo che, sotto certi aspetti, ne sa più di me in fatto di SEO.

Difficile (se non impossibile) sapere cosa accade in queste situazioni. Certo è che mentre tu sali di posizione (toglienti il posto a qualcun altro) quell’altro certamente si adopererà per buttarti giù e riprendersi il posto.

Altra spiegazione potrebbe essere che gli algoritmi di Google sono effettivamente più in gamba di quanto ci si aspetti, riuscendo a gestire i risultati e il ranking delle pagine in maniera molto più rapida e quindi, a parità di ricerca, modificare i risultati quasi in tempo reale.

Ps: ora sono nuovamente in prima pagina, settimo posto! Mah…

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